Lettera sulla Polonia (1574-09-25) · DL Ferrario's Test Web Page

Lettera sulla Polonia (1574-09-25)

Lettera del Cavalier Battista Guarini (1538-1612) al Segretario del Cardinal Luigi d'Este (1538-1586), Monsignor Benedetto Manzuoli (1530-1585).

Testo preso dalla raccolta di lettere L'idea del segretario dal signore Bartolomeo Zucchi gentil'huomo di Monza, academico insensato di Perugia. Parte seconda. pubblicato nel 1606 da Bartolomeo Zucchi (1570-1630) a Venezia, presso la Compagnia Minima. ARCHIVE LINK L'ortografia è stata parzialmente adattata a quella moderna.

Guarini fu Segretario di Alfonso Secondo d'Este, duca di Ferrara (1533-1597) tra il 1573 e il 1583, e scrive al segretario del Cardinal Luigi d'Este, fratello di Alfonso Secondo d'Este.
Nel 1573 il posto di Re di Polonia fu messo a concorso, per elezione, e Alfonso Secondo d'Este spedì il Guarini a esplorare la situazione in Polonia. Probabilmente pensava di candidarsi alle elezioni, oppure cercava di incentivare la mobilità internazionale tra i nobili dell'epoca.

Per "Polonia" qua si intende la confederazione Polacco-Lituana, cioè il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania, che dal 1569 al 1795 fu retto da una monarchia elettiva. Nacque con l'unione di Lublino nel 1569, ad opera di Sigismondo Secondo Augusto, l'ultimo re dei due secoli della dinastia degli Jagelloni, che introdusse il sistema monarchico elettivo. Dopo la sua morte, nel 1572, si organizzarono le elezioni del 1573. Vinse Enrico III di Valois, che però lasciò il trono dopo nemmeno un anno (perché nel frattempo il fratello morì, e preferì prendere il trono di Francia invece che tenere quello di Polonia). Le elezioni (anticipate al 1575-76) incoronarono l'ungherese Stephen Báthory.

Il bi-regno di Polonia e Lituania fu un posto interessante, non solo per il sistema di governo, la tolleranza, pseudo-democrazia e diversità. L'elettorato (40 mila nobili polacchi e lituani) aveva una netta preferenza per i re stranieri, nonostante fosse chiaro che questi spesso anteponssero gli interessi della madrepatria a quelli della Polonia, e che l'influenza economica delle potenze straniere tendesse a paralizzare il sistema.

È davvero un peccato che Alfonso Secondo d'Este non sia stato eletto Re di Polonia.


ARGOMENTO

Dà conto della qualità del paese di Polonia, de' costumi, e del governo.

A` MONSIGOR MANZUOLI

Segretario del Cardinal d'Este, che fù poi

Vescovo di Reggio.

Il Cavalier Battista Guarini

E CCOMI di ritorno dal regno, non sò s'io dica di Polonia, ò di Borea, quel medesimo servidore, ch'io fui sempre di V.S. la quale se della mia partita non fù avvisata, credo bene, che me ne scusi come assai prattico delle improvise spedizioni de' nostri Principi. Hò veduto quel Cielo, & que' costumi con infinito mio gusto, mitigando col goder insolite viste, il partir insolite cose. Paesi certo, & huomini assai men barbari della fama, a' quali nulla manca per mio giudicio nè di civile, nè di fruttifero, se quelli havessero il vino, & questi non l'havessero troppo. Ma dubito ch'appo lei malissimo edificata dalla relatione di que' Franciosi, che vengono di colà, le mie parole non havran credito, & pur s`o certo, che s'ella vedesse mai quelle parti ne farebbe anch'ella il medesimo giudicio . Il Regno è grăde, ricco, poderoso, unito, abondante, fornito d'huomini valorosi: in pace eloquentissimi Senatori: in guerra arditissimi cavalieri : ch' hanno per fin la gloria, & per sostegno la libertà. La forma del governo è do Republ. Regia, simile alla Spartana : ma s'io non erro, molto migliore : percioche levando dal Regno i pericoli della tirannide, dagli ottimati la'nsolenza de' pochi, & dalla Republica la viltà popolare, hà fatto un mistico di tuttatre le forme de' governi migliori in modo, che'l Regno non offende la libertà, nè la licenza perturba il regno. I grandi non opprimon i bassi, nè i bassi dishonorano i grandi. Il valore hà il primo luogo, la nobiltà il secondo, le ricchezze il terzo, & à niuno quantunque in bassa fortuna, è mai nè tolta la speranza, nè chiusa la porta di salire per mezo della virtù a' primi honori. Se miri la Maestà del Re, dirai questo è regno, se la gravità del Senato, questo è governo de' buoni, se'l ministerio della giustitia, questa è Republica popolare. Il Re non può deliberare senza il Senato ; ma può ben senza lui distribuire le dignità, & ciò con nobilissimo avvedimento ; essendo sconvenevole, che la munificenza, la quale è propria del Re, non dipenda solo dal Re, & non sia libero chi dee esser liberale . O quanto vorrei che venisse occasione à V.S. di veder questo Regno . Sò certo, che ne rimarrebbe contenta . Et chi sà ? Il viaggio di Francia è forse più faticoso . Io, che son andato in Polonia, à cui già Roma solea parer un gran salto, comincio à credere, ch'ogn'un sia atto à peregrinare, ancorache questo sia detto impropriamente per lei, allaquale sì ben conviene quel nobilissimo titolo di πολύτροπος1 . Et con questo io me le raccomando con tutto'l cuore, pregandola a tenermi in buona gratia del Signor Cardinale Sirleti dopo l'Estense, ch'è Signore naturale d'amendue noi, da me singolarmente riverito, e stimato .

Di Cracovia a' 25.di Settembre , 1574.


  1. Uomo dal multiforme ingegno, sagace. Dall'odissea, «ἦ σύ γ᾽ Ὀδυσσεύς ἐσσι πολύτροπος, ὅν τέ μοι αἰεὶ φάσκεν ἐλεύσεσθαι χρυσόρραπις ἀργεϊφόντης, ἐκ Τροίης ἀνιόντα θοῇ σὺν νηὶ μελαίνῃ.» Traduzione di Ippolito Pindemonte: «Saresti forse quel sagace Ulisse, / Che Mercurio a me sempre iva dicendo / Dover d’Ilio venir su negra nave?» PERSEUS LINK [return]